La casualità del giocare

Leggendo gli articoli di Xab e Dottor Blaster mi sono interrogato sull'argomento di questo mese. Dopo alcune riflessioni e qualche titubanza, ho deciso di scrivere a getto. Sopratutto di fare una grafica apposta che ricorda la dashboard dell'xbox.

La prima parola che mi viene in mente è casualità. Sì, sono un casual gamer e ho sempre preferito giocare con un pad e una console piuttosto che montare il mio PC.

La svolta arrivò nel 2006 con una Xbox 360 regalata da amici. Il primo acquisto fu ovviamente The Elder Scrolls: Oblivion. Ancora oggi, bug a parte, rimane uno dei migliori RPG mai usciti. Quattro anni per platinarlo, con calma, una parola che ormai si discosta sempre di più dal videogiocare, ma ne parliamo meglio dopo.

Dopo fu la volta di Halo con tutte le varie espansioni, diversi giochi tripla A, ma sentivo che mi mancava qualcosa, così cambiai il modo di vedere i videogiochi e usai lo stesso metodo che uso ancora oggi in libreria: girare tra gli scaffali ed essere ispirato all’acquisto principalmente dalle copertine, non dalle recensioni. A volte va bene a volte male, ma il bello della casualità è la scoperta. Così è nata la mia sezione:


La nicchia dei dimenticabili

Giochi che potrebbero essere dimenticati, ma che per la storia e volte per la follia con cui sono stati creati rimangono nel cuore.
Per incuriosire chi legge non farò una recensione per ogni titolo della nicchia, ma scriverò una parola o una frase e chissà magari verrà voglia di giocarci.

Titolo frase ad effetto Link
Deadly Premonition Twin Peaks vibes Spoiler Wikiniano
Wet Colonna sonora e acrobazie Spoiler Wikiniano
Singularity Controllo del tempo Spoiler Wikiniano
Catherine Puzzle e narrativa strana Spoiler Wikiniano
Machinarium Poetico Spoiler Wikiniano
Prototype Virus e mazzate Spoiler Wikiniano
The Long Dark Freddo e sopravvivenza Spoiler Wikiniano
Venetica Venezia e falce della morte Spoiler Wikiniano

Questa è solo un piccolo assaggio, magari ci farò una rubrica, chissà.

La calma nel giocare

Un modo di vivere i videogiochi che mi ha sempre appagato è la calma: godere dei paesaggi, dei personaggi e giocare un gioco alla volta.

Oggi però il mercato produce una quantità enorme di titoli. Questo è positivo, ma essere continuamente assaltati da nuove uscite rende difficile concentrarsi su un solo gioco.

Videogiocare è un po' come leggere un libro: lasciare per qualche ora il mondo che ci hanno costruito attorno per costruirne uno completamente nostro.

La voglia di evadere dalla società che hanno le persone si vede dai titoli che più hanno avuto successo, come stardew valley (dovrei tanto riprenderlo) o animal crossino (mai provato).

Scrivendo queste righe mi sono ripromesso di guardare i videogiochi con uno sguardo più riflessivo: meno titoli e più esplorazione di un singolo gioco.