Mi sono fermato a riflettere sull’hype che ha scatenato The Witcher 3 Wild Hunt Remastered. Questo pensiero non ha nulla a che vedere con il gioco in se ma è una riflessione sull’industria videoludica, che a mio parere, si sta sempre di più dividendo in tre grandi fette di mercato. I cosiddetti giochi tripla A, gli Indie e i “rifacimenti”. Oggi voglio riflettere di più su questi ultimi.
Cosa sono Remake e Remaster?
Cominciamo a differenziare le due tipologie di strategia di vendita seconda vita di un videogioco:
Un remaster è i a tutti gli effetti una versione potenziata di un gioco esistente. L’esperienza rimane la stessa: stesso engine, stesso gameplay, stessa storia. Viene però aggiunto un aggiornamento visivo e tecnico. Quindi l’obiettivo finale è rendere più moderno e più fruibile(?) Ma senza cambiare ciò che lo ha reso un successo.
In conclusione I remaster rimangono fedeli alla versione originale. Come far uscire dalla polvere un mosaico senza intaccarlo con nuovi tasselli.
Un remake è uno scavo profondo all’interno dell’opera. Non temete, lo spirito e la struttura del gioco rimangono invariati, ma tutto viene ricostruito da zero. Nuovo engine, nuovi asset, e a volte anche nuove meccaniche. È sempre lo stesso gioco ma modernizzato il problema (?) È che molte volte il gioco viene strasvolto. Alcuno esempi sono sono Dead Space, Resident Evil 4 e magari pure Silent Hill 2.
Perchè vengono giocati?
Ho chiesto a un paio di amici che cosa ne pensassero e molte delle risposte sono state legate alla nostalgia. Un esempio è stato BioShock, ricomprato su Steam perché la Xbox 360 si era rotta: in questo caso, oltre al fattore nostalgico, è piacevole poterlo rigiocare con una grafica migliorata. KOTOR, invece, sarebbe la prima scelta puramente nostalgica.
In generale, la risposta più ricorrente è stata la nostalgia, accompagnata dalla curiosità di vedere come risulta oggi un titolo che è piaciuto in passato, alla luce delle nuove tecnologie.
I remaster vengono scelti anche perché offrono una maggiore accessibilità rispetto agli originali: caricamenti più brevi, maggiore velocità di gioco, bonus all'esperienza, sistemi di farming più semplici e altri miglioramenti che rendono l'esperienza più immediata.
Ma quindi?
Sicuramente aggiornare con nuove tecnologie un gameplay che regge nel tempo da la possibilità a nuovi giocatori di goderseli senza controlli obsoleti o grafica legnosa, anche se personalmente quella giocabilità vintage non mi dispiace quando rimetto mano ad un vecchio videogioco.
Questo però permette anche agli sviluppatori di poter, non sempre, correggere degli errori, bilanciamento migliore… Una nuova versione da loro la possibilità di creare una versione più completa del gioco.
Conservazione o visione artistica?
Poniamo ora il pensiero sulla conservazione dell’opera videoludica, se gli sviluppatori continuassero ad aggiornare il sistema di gioco adattandolo alla modernità l’opera può risultare pressoché immortale e giocabile sui supporti più moderni. Come un libro antico che vene periodicamente restaurato così che tutti possano sfogliarlo.
Se invece il team di sviluppo avesse una nuova visione artistica?
Reinventare il gioco con più strumenti non toglie per forza l’anima all’opera, ma la plasma di nuova forma e di nuova esperienza, ma c’è da tenere conto del fattore nostalgia dei fan che non sempre sono felici della scelta.
Entrambe le scelte non mi dispiacciono, certo è molto più complicato uscire dalla confort zone e rivedere un gioco a cui magari abbiamo giocato per ore stravolto. Ma ogni tanto fa bene sperimentare cose nuove.
Ho detto quasi tutto
Ah, prima di concludere non dimentichiamo due elementi che vanno molto di pari passo: la fan base e il denaro. Entrambi hanno un ruolo molto forte nell’industria (mi spiace sempre chiamarla così, ma lo è) che vanno di pari passo: sia un remake che remster sono una puntata vincente al tavolo. Qualsiasi giocatore che ha tratto emozioni da un titolo, sapendo che è stato rinnovato, non avrà nessun problema a pagare e rigiocarlo.
Detto questo, il mio modesto, non richiesto parere è che a volte gli studi di produzione vogliono davvero far rivivere delle emozioni ai giocatori svecchiando il titolo o aggiungendo elementi, mentre alcuni vogliono solo mungere la vacca.
Sta a noi videogiocatori distanziarci dalla nostalgia e magari accontentarsi di quel gameplay legnoso che però ci ha fatto tanto divertire dieci o venti anni fa.